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Poetica. . .
MONOMOLECOLIZZATO - SPQR - MM
Uno spermatozoo smolecolato in una faglia
s’e’ ritrovato,
dice:
“Forse me so’ sbajato, ma non vedo l’ora d’ esse nato!.
Nun so manco do’ me trovo…
Ma n’amico suo stretto, che l’ha appena sopraggiunto, dice:
“Questa è na’ panza da vacca: che no’ vedi, semo tanti,
qui magnamo tutti quanti!”.
“Ma sta zitto e nun fa er cretino, che voi diventà un bovino??!
Io, invece, vojo diventà un regazzino perche’ so stato concepito.”
“Si vabbè” - ja risponne na’ vicina troppo strettta - “Fateme passà a me
vado de fretta, vojo diventà na micetta!”.
Er monno è bello, vago e colorato…
NUN DIVENTA MONOMOLECOLIZZATO!!!!
SPQR - MM
Giovanni Pietrolonardo © 2000
OPUS VERMICULATUM - MMI
C`era un monno materializzato
Arto un sacco de piani e se toccava puro er cielo
Ma pe` fisica o attrito tutto ripiove a tera
Dove c`era er Sor Vermiculato
Che` morto all`urtima guera
Er perche` nu` lo sapeva
C`aveva du` nipoti
Uno all`egro sbadato scubbato smolecolato
L`all`ltro rigoroso sempre incazzato, un monomolecolizzato. . .
Je diceva sete vicini e ve vedete llontani
Se ve distinguete nu` c`avrete er domani
Poi come un seme ner vento ecco er nipote smolecolato
Dice so libero e corro la vita
Ma me` serve un vermetto pe`unbocca`n`uscelletto
In cambio te`lasso un fiorellino ecco arriva tutto incazzato puro er cuggino
Potevi fa` n`impero nu` ma`j lassato i`nncazzo
Sei morto pe`n`a patria invece de lucra'
Sei morto si, che volevi domina'?
Hhao` e` n`u` rompe che` c`ho l`animo ar sereno fame lavora sto`
Tereno’ qui c`e` un fiore da accudire spero che tu riesca a sentire...
Giovanni Pietrolonardo © 2001
ORAZIONE ALLA VITA
- MMI
Come un seme velato,
che elicolando dal cielo,
veleggia nell’aria e goccia come pioggia,
vicino una verde zolla, ma non l’arriva.
La terra è vicina.
Un alito di vento e una pioggia serena,
poi un arcobaleno e il seme prende la vita.
Quella verde zolla, sarà, una montagna
Che innalzandosi al cielo,
fiera d’amore lo bacerà.
Roma 2001 ©
Giovanni Pietrolonardo
FALLODILATO - 2001
Un piccione fallato vola nel cielo,
è uno solo e sembra uno stormo intero,
poi si ferma da un vicino e fa uno strano richiamo,
ma con scatto felino, un ombra gli è addosso.
Il gatto del vicino non è un paradosso.
Roma 2001 ©
Giovanni Pietrolonardo
ARTEFATTO IN OSPEDALE - MMV
Albero spoglio, un merlo sul ramo
sullo sfondo un cielo bigio
anche il vento sibila freddo
uccellacci volano goffi in formazione
altri, più aggraziati, beccano vermi.
C’è una siepe che orna la situazione
e dai vetri di un ospedale, l’acqua scende, si muove
fuori piove gocciolando ogni sensazione.
Scorgo l’equilibrio della vita sottile
vedo il dolore e la gioia di chi risanato sta per uscire
apprezzo l’amore di una infermiera
con professione parlano i luminari che
sempre solari, in un paesaggio paradossale
alimentano la vita e garbati brucano vermi.
Giovanni Pietrolonardo © 2005
SURPLESSO-CUPO-COMPRESSO
-
MMVII
Vedevo un arcobaleno da ragazzino
Poi il cielo da sereno si fa bigio cilestrino
Cupo-compresso mi trovavo e seminavo parole ner vento senza gonfiare
Ma con surplesso seminavo spie acute velate leggere per la mente
Forse dubbi che capillari arrivano al cuore
Ritrovando il calore del colore
Giovanni Pietrolonardo
© 2007
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